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La digitalizzazione nelle PMI: richieste e livelli di intervento.

Sono sempre più frequenti le domande che vengono poste ad Empeiria in merito alla trasformazione digitale delle imprese.

Più in generale ci viene posta la seguente domanda: “vorrei digitalizzare la mia azienda: cosa devo fare?”.

A questa domanda non esiste una risposta, o meglio, esistono tante risposte quante sono le aziende che lo chiedono.

Questo perché il primo aspetto importante da non sottovalutare quando parliamo di digitalizzazione delle imprese è la situazione aziendale; ogni azienda è unica e come tale saranno uniche anche le attività per migliorare la struttura digitale dell’azienda.

Il secondo aspetto riguarda la tecnologia o meglio le tecnologie. Anche in questo caso il pensiero corre all’hardware e ai software da utilizzare. Domande del tipo “devo cambiare il mio gestionale o quale software devo acquistare?” sono molto frequenti. Il primo punto critico è che l’Italia è al 25° posto sui 27 paesi dell’Unione Europea per competenze digitali. Di fatto quindi, uno dei primi aspetti da prendere in considerazione è la capacità della struttura organizzativa di recepire eventuali cambiamenti.
Come riportano le schede dell’Indice di digitalizzazione dell’economia e della società (DESI 2021) per il nostro paese:

“…Solo il 42 % delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni possiede perlomeno competenze digitali di base (56 % nell’UE) e solo il 22 % dispone di competenze digitali superiori a quelle di base (31 % nell’UE).
La percentuale di specialisti in Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) in Italia è pari al 3,6% dell’occupazione totale, ancora al di sotto della media UE (4,3 %).
Solo l’1,3 % dei laureati italiani sceglie discipline TIC, un dato ben al di sotto della media UE. Le prestazioni dell’Italia sono più vicine alla media UE per quanto riguarda invece gli specialisti TIC di sesso femminile, che rappresentano il 16 % degli specialisti TIC (la media UE è del 19 %).
Solo il 15 % delle imprese italiane eroga ai propri dipendenti formazione in materia di TIC, cinque punti percentuali al di sotto della media UE…”.

Nonostante queste gravi carenze, solo nel 2020 l’Italia ha varato la sua prima Strategia Nazionale per le Competenze Digitali, che definisce un approccio globale allo sviluppo delle competenze digitali per colmare i divari con gli altri paesi dell’UE.
Il secondo aspetto invece è legato al livello di intervento di “digitalizzazione” da progettare e poi implementare.

Partiamo da un assunto; il termine italiano “digitalizzazione” può essere interpretato in diversi modi e soprattutto adottato su più livelli di costruzione e implementazione.

Ad un livello base di passaggio dall’analogico al digitale seguono altri approcci che prevedono l’introduzione di tecnologie digitali evolute: in quest’ultimo caso entriamo nella sfera della trasformazione digitale che comporta un cambiamento radicale nel modello di business e nella cultura aziendale.

C’è poi un altro aspetto fondamentale: quanto gli interventi di “digitalizzazione” aziendale devono essere innovativi? E ancora: quanto la gestione dell’innovazione si lega con la digitalizzazione?

In questo ambito si apre un ampio panorama di approfondimenti che vede il nostro Paese decisamente in ritardo. Un dato è certo: questi due grandi ambiti del cambiamento, digitalizzazione e innovazione, hanno in comune la creazione di nuovo valore.
Infine, ma non ultimo, si apre lo scenario sulla gestione dei dati: anche in questo caso, in base al livello di competenze raggiunto dall’azienda, saremo in grado di capire il livello di digitalizzazione necessaria.

Inizieremo le valutazioni aziendali sul rapporto fra dati e informazioni, sulla loro strutturazione, sui linguaggi informatici utilizzati in azienda e tutte le attività che si renderanno necessarie per la singola realtà aziendale.

In conclusione, in base alla nostra esperienza, possiamo affermare con certezza che quando parliamo di nuovi sistemi di innovazione e digitalizzazione un passaggio nelle aziende si renderà necessario fin da subito: la formazione delle risorse umane, oggi in grossa difficoltà a supportare l’impresa nello sviluppo delle nuove dinamiche evolutive digitali.

Anche su questo aspetto, le aziende possono contare su Empeiria!
Per chiedere maggiori informazioni sui temi trattati in questo post o per prospettare la propria problematica
aziendale, gli interessati ci possono scrivere utilizzando il nostro form; sarà nostra cura rispondere in tempi celeri
e offendo il nostro punto di vista sull’argomento desiderato.

Paolo Sordo